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Limone: Bollettino Difesa Fitosanitaria n. 8/2021, consigli su pratiche colturali e difesa fitosanitaria (Mal secco, Afidi, Tripide, Tignola Cocciniglia…)

Pubblicato il Bollettino di Difesa Fitosanitaria del Limone contenente consigli sulle pratiche colturali e sulla difesa fitosanitaria da adottare.

Bollettino ARSAC di difesa fitosanitaria del limone n. 8/2021 del 1 Maggio valido fino al 15 Maggio 2021

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Biodiversità: il fagiolo “Monachella” dell’Alto Lametino – Reventino

Il fagiolo “Monachella”, conosciuto anche come ”Suraca Monachella”, è un ecotipo della specie Phaseolus vulgaris L. che si coltiva nel territorio dell’Alto Lametino -Reventino  

Nel panorama degli ecotipi locali di fagiolo nell’area Alto Lametino spicca per le sue caratteristiche e peculiarità il fagiolo “MONACHELLA” volgarmente detto ”Suraca Monachella”

Sinonimi: Suraca Quarantina. Viene detta “quarantina” in quanto la fioritura avviene dopo circa 40 giorni dalla semina.

AREALE DI COLTIVAZIONE

L’area di coltivazione del fagiolo Monachella ricade nel comprensorio dell’Alto Lametino e precisamente nei territori dei comuni di: Decollatura, Carlopoli, San Pietro Apostolo e Serrastretta.  Tali territori si caratterizzano per la presenza di importanti sorgenti d’acqua che soddisfano le esigenze idriche della specie. I terreni sono di buona fertilità, profondi, irrigui e mediamente pianeggianti senza ristagni idrici, posti ad un’altitudine media di 750-850 metri slm. Il clima è quello tipico delle aree interne della Calabria che consente al fagiolo di fruttificare e fornire un prodotto con particolari proprietà organolettiche.

EPOCA DI SEMINA

Si semina appena la temperatura è conveniente, comunque non prima della fine di maggio – prima decade di giugno. Possibilmente con la luna vecchia, riferiscono vecchi produttori locali, altrimenti si ha un eccessivo sviluppo vegetativo a discapito della produzione.  In passato veniva anche seminato dopo la mietitura dei cereali: si procedeva ad un’abbondante irrigazione, si praticavano delle piccole buche tra le stoppie, si interravano leggermente i semi e si ottenevano così i fagiolini nel mese di settembre.

CARATTERISTICHE

Il Fagiolo Monachella è una pianta rampicante con fusto volubile che necessita di sostegni e che raggiunge e supera, in condizioni di buona fertilità del terreno, i 2,5  metri d’altezza. La foglia è grande a forma di cuore allungato ed il fiore è di colore bianco. Il fagiolino è di media lunghezza di colore verde uniforme, senza fili (scilazzi). A maturazione cerosa il baccello presenta una colorazione bianco-crema e contiene mediamente 5-6 semi. Il seme di media grandezza, presenta una macchia grigio – nocciola in prossimità dell’ilo ben marcata sulla colorazione fondamentale che è bianca. La forma del seme può essere: globosa o leggermente allungata

fagiolo monachella

 OPERAZIONI COLTURALI

E’ richiesta una accurata preparazione del terreno con aratura meccanica alla profondità di 30-40 cm. La concimazione fondamentale è letamica ed è seguita da una fresatura per favorire l’interramento dello stesso e sminuzzare lo strato di terreno esplorato dall’apparato radicale del fagiolo. I semi, non più di 10, vengono sistemati in fossette o postarelle distanziate 50-60 cm l’una dall’altra sulla fila e almeno 100-120 cm tra le file, per evitare l’eccessivo ombreggiamento, ed interrati alla profondità di 5 cm. Dopo l’emergenza si procede con la sarchiatura quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di circa 20 cm, segue la scerbatura manuale e il collocamento dei sostegni, rappresentati da paletti tutori di castagno, negli ultimi anni alcuni coltivatori utilizzano le reti in plastica a maglie larghe alte circa 2 metri. In passato il fagiolo era spesso consociato con il mais che fungeva da sostegno. Successivamente si effettua una leggera rincalzatura e se necessario un’altra scerbatura e si praticano ripetute irrigazioni graduate secondo la natura del terreno e l’andamento climatico. 

fagiolo monachella

Il Fagiolo Monachella viene coltivato per la produzione di granella e come tale viene raccolto quando i baccelli ed i semi sono secchi (con una umidità non superiore al 15%).

L’epoca di raccolta va dalla seconda alla terza decade di ottobre. La raccolta viene effettuata a mano. Per la raccolta dei fagioli secchi si estirpano le piante. Successivamente i baccelli vengono essiccati al sole su teli di cotone o di juta, vengono rotti per battitura per facilitare le operazioni di sgranatura e quindi vengono vagliati e puliti i legumi. Steli, foglie e baccelli vuoti vengono utilizzati come alimento per il bestiame.

AVVERSITA’

Le principali avversità della coltura sono l’antracnosi, il mosaico, gli afidi ed il tonchio.          

PRODUTTIVITA’

La produzione è molto variabile, in media intorno ai 10 ql/ha, ma è influenzata sensibilmente dalla natura del terreno, dalla concimazione, dalle cure colturali e dall’andamento climatico. Da stime effettuate si ritiene che nel comprensorio dell’Alto Lametino la coltivazione viene effettuata su una superficie complessiva di 12-15 ettari. 

La realtà agricola si presenta estremamente frammentata, data la presenza di una moltitudine di piccole imprese agricole a gestione familiare, capaci di generare modesti volumi produttivi e che per questo si rivolgono soltanto ad un mercato locale.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

Fagiolo tenero e delicato, ha una buccia sottile e liscia che dopo una cottura adeguata si fonde completamente con la polpa. A renderlo un cibo particolarmente ricercato, oltre alle proprietà organolettiche, sono le sue caratteristiche di facile digeribilità. Come tutti i legumi ha un alto valore energetico, un considerevole contenuto proteico e un discreto apporto di sali minerali. 

In cucina viene utilizzato da solo o in miscuglio con vari tipi di pasta, ortaggi, ecc. Facile da cuocere, dall’ottimo sapore, farinoso dopo la cottura si presta per la preparazione di primi piatti quali: zuppa di fagioli condita con olio extra vergine di oliva ed accompagnato con crostini di pane casereccio, pasta e fagioli, patate e fagioli, scarole e fagioli, ecc.  

fagiolo monachella

Tortino di baccala’ con crema di fagioli “Monachella” – Scarole e fagioli “Monachella” – Fagioli “Monachella” e funghi porcini dei boschi del reventino.

 

Agrobiodiversità e tutela della diversità culturale.

La riscoperta delle varietà locali è anche una riscoperta del patrimonio culturale legato al loro uso. Le specie e le varietà coltivate sono infatti strettamente legate ai paesaggi, ai sistemi produttivi, ai saperi e alle culture locali. Conservare e salvaguardare le risorse genetiche agrarie (agrobiodiversità) significa quindi, mantenere la diversità delle colture che caratterizzano un territorio, ma anche il patrimonio culturale ad esse legato.

L’Arsac nell’ambito del programma di lavoro sulla salvaguardia della biodiversità vegetale e animale di interesse agrario condotto dall’Azienda ha avviato, anche per questa varietà di fagiolo, una serie di attività riguardanti l’individuazione, la raccolta, la moltiplicazione, la conservazione, la raccolta documentale e la valorizzazione del prodotto nel territorio di origine. Quest’attività di recupero che l’Ente svolge da anni, è rafforzata dal provvedimento legislativo, la legge regionale n. 14 del 2018, di cui si è dotata la Regione Calabria per salvaguardare e tutelare tutta la Biodiversità agraria regionale.

Dott.ssa Vincenzina Scalzo

*ARSAC Centro Divulgazione Agricola N. 23 Alto Lametino” Decollatura (CZ)

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Corso per consulenti fitosanitari: riapertura iscrizioni scadenza 16/05/2021

Corso per il rilascio del certificato di abilitazione per consulente in materia di uso sostenibile dei prodotti fitosanitari per uso professionale e sui metodi di difesa alternativi ai sensi del D.lgs 14 agosto 2012, n.150 ai sensi dell’azione A.1.8 del D.M. 22 gennaio 2014 (PAN).

NOTA AUTORIZZATIVA della REGIONE CALABRIA prot. n° 127248 del 17/03/2021

A far data dal presente avviso sono riaperte le iscrizioni al corso in oggetto. Il corso è riservato per gli iscritti agli ordini dei  dottori agronomi e dei dottori forestali. Gli interessati potranno scaricare la domanda di iscrizione allegata al presente avviso. La domanda, compilata in ogni sua parte e corredata degli allegati richiesti, dovrà essere inoltrata tramite PEC all’indirizzo: protocollo.odaf.calabria@conafpec.it entro la data 16/05/2021. Saranno considerate nulle tutte le domande pervenute per altra via e/o redatte su modelli diversi da quello ufficiale, allegato al presente avviso.

Per l’accesso al corso si rimanda ai requisiti ci cui alla D.G.R. n. 294 del 19/10/2020, allegato A punto 4.2.

La domanda di iscrizione al corso dovrà essere corredata di:

  • fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità;
  • autocertificazione del titolo di studio posseduto;
  • copia certificato di abilitazione per consulente scaduto (in caso di richiesta di rinnovo);
  • documentazione attestante frequenza di appositi corsi con valutazione finale positiva sulle materie elencate nell’allegato I al PAN (in caso di richiesta di rinnovo);
  • copia attestante l’avvenuto bonifico bancario di € 150,00 per l’intero corso, ovvero di € 20,00 per singolo modulo in caso di partecipazione parziale, su IBAN IT 93O 03069 162061 00000 300078  – intestato ad ARSAC. Causale: Quota Iscrizione secondo Corso Consulenti Fitosanitari .

Successivamente e prima del rilascio del certificato di abilitazione bisognerà consegnare:

  • n. 2 marche da bollo di € 16,00;
  • n. 2 fotografie formato tessera;

Per il programma del corso si rimanda al citato allegato A della DGR n. 294 del 19/10/2020.

Il corso si svolgerà in modalità e-learning con inizio previsto presumibilmente nei primi dieci giorni di giugno, per due giorni alla settimana, a partire dalle ore 15:00 fino alle ore 18:00.

Il programma definitivo ed il calendario del corso saranno comunicati successivamente e sui siti:

www.arsac.calabria.it ; www.arsacweb.it e http://ordinecosenza.conaf.it; http://ordinecosenza.conaf.it; http://ordinecrotone.conaf.it; http://ordinevibovalentia.conaf.it; http://ordinereggiocalabria.conaf.it; http://agronomicatanzaro.it .

Allegati:

Domanda di iscrizione

Programma di massima del corso

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BOLLETTINO agrometeorologico e fitosanitario – agrumi olivo e vite valido fino al 4.05.2021

L’Arsac, su mandato della Regione Calabria, elabora in via sperimentale il Bollettino agrometeorologico e di difesa fitosanitaria contenente informazioni sulla situazione meteorologica e fenologica di vite, olivo e agrumi, riguardanti tutto il territorio regionale suddiviso in 8 aree considerate climaticamente omogenee: Zona 1- Cosenza Tirrenica, Zona 2- Cosenza Ionica, Zona 3- Piana di Lamezia, Zona 4- Catanzarese, Zona 5- Crotonese, Zona 6- Ionio Reggino-Reggio, Zona 7- Tirreno Reggino, Zona 8 – Locride 

Il bollettino contiene inoltre consigli utili sulle pratiche colturali e di difesa fitosanitaria da adottare in relazione al grado di evoluzione delle malattie, in ottemperanza da quanto previsto da Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Direttiva 2009/128/CE, recepita con il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150)

BOLLETTINO n. 6 del 27/04/2021 valido fino al 4/05/2021

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Dati meteorologici e climatici: ARSAC Servizio Agrometeorologico

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ON LINE il servizio di consulenza ed assistenza tecnica per la difesa fitosanitaria e la concimazione:  l’Arsac ha attivato, in via sperimentale, il servizio di consulenza ed assistenza tecnica on line per la difesa fitosanitaria e la concimazione di olivo, vite, agrumi ed ortive. Per richiedere la consulenza gratuita clicca qui

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Biodiversità: la “Suriaca russa-janca” di San Nicola da Crissa (VV), fagiolo De.Co.

Generalità’

Questo ecotipo di fagiolo bianco, ascrivibile al gruppo  dei “borlotti”,  è  coltivato, da tempo immemore,  in modo sostanzialmente esclusivo nel comune di San Nicola da Crissa ed, in particolare, nella parte di territorio che sovrasta il centro abitato (la “montagna”), ad una quota di poco superiore ai 600 m slm. La coltivazione, negli ultimi anni, interessa complessivamente una superficie intorno ai 10 ettari, distribuiti tra una ventina di “micro-aziende” a conduzione prettamente familiare, tra queste anche i soci di una piccola cooperativa.  Nel maggio 2009, con  specifica Delibera del Consiglio comunale, è stata riconosciuta la De.Co., con la denominazione di “Fagiola bianca di San Nicola da Crissa” e quella dialettale di “Suriaca russa-janca”, alla quale è stato associato un “disciplinare di produzione”, oltre alla registrazione del “marchio” presso la Camera di Commercio.

Pratiche colturali

La semina avviene, generalmente, nella prima metà di giugno (la tradizione vuole debba realizzarsi durante la “tredicina” di S. Antonio); ma, in particolari condizioni, può interessare anche gli inizi di luglio.  Essa è preceduta dalla “preparazione” del terreno, attraverso una concimazione organica (letame bovino, oppure ovi-caprino) realizzata manualmente o meccanicamente (in relazione alle dimensioni dell’appezzamento) a fine inverno/inizio primavera, seguita da una aratura leggera (o  vangatura) e dai tipici interventi di amminutamento.  I terreni di elezione per questa coltura presentano una struttura profonda, freschi e moderatamente compatti, con una buona dotazione in chelati ferrici e microelementi, con un pH di poco inferiore a 5. Queste caratteristiche, in ogni caso,  si riscontrano diffusamente nei terreni del comprensorio. La semina viene eseguita manualmente, ponendo cinque-sei semi in ogni buca  ( s.“ a postarelle”); la distanza sulla file è di ca. 50 cm, mentre tra le file è di 1-1,5 m. Il  seme deriva dall’autoproduzione o dallo “scambio” tra coltivatori. Dopo circa tre settimane dall’emergenza delle piantine, si iniziano a praticare le sarchiature/zappettature (manualmente), allo scopo di eliminare le erbe infestanti ed arieggiare il terreno. L’irrigazione viene eseguita, di norma, settimanalmente, fino ad agosto inoltrato; dopodiché, ha solo una funzione di “soccorso”, qualora la stagione decorra particolarmente calda ed asciutta. Tradizionalmente, si ricorre alla forma “per scorrimento”; di recente, si va diffondendo quella  “a goccia”.

Relativamente agli interventi antiparassitari, al bisogno si ricorre ai “rameici”, per la difesa dagli agenti della “ruggine” e dell’”antracnosi”, verso i quali questo ecotipo mostra una sia pur scarsa sensibilità. Questo fagiolo si presenta, quindi, come una pianta rampicante, piuttosto esile, a sviluppo determinato, che può raggiungere i tre metri di altezza e come “tutori” vengono utilizzati pali di castagno oppure canne, legati a coppia in prossimità del vertice; negli ultimi anni, si ricorre sempre più, per il sostegno, a reti in polipropilene.

La raccolta viene effettuata manualmente, a partire dall’ultima decade di agosto,  prolungandosi sino alla prima metà di ottobre. Il “primo raccolto” viene, generalmente, destinato alla conservazione sotto-vuoto o in frigorifero (2-5 °C). La resa produttiva è nell’ordine dei venti quintali/ettaro.

Caratteristiche del prodotto

Il seme si presenta di forma ovale, di colore bianco perlaceo con sottili venature scure. Nell’80% del prodotto si rileva un  peso compreso tra 0,5-0,7 grammi; le dimensioni vanno da 0,8 a 1,5 cm (lunghezza) e 0,5 a 1,2 cm (larghezza).

La consistenza è pastosa, simile a quella della castagna nel prodotto cotto; all’assaggio non si avverte la presenza della buccia.

Per quanto attiene le caratteristiche nutrizionali, si riporta di seguito la tabella tratta dal “disciplinare di produzione”:

Determinazioni U.M. (%)
Umidità 13,2
Ceneri 3,4
Proteine (N x 6.25) 24,6
Grassi  (idrolisi acida) 1,9
Fibra solubile 1,8
Fibra insolubile 15,7
Amido resistente 2,6

Il particolare contenuto in proteine (sopra la media)  e l’elevato contenuto in “fibra” e “ceneri”, rappresentano le principale peculiarità di questo fagiolo che ne fatto un prodotto apprezzato in ambito dietologico, come emerso da alcune relazioni presentate durante le “Giornate Mediche” di San Nicola da Crissa (evento scientifico, a carattere internazionale,  che si è svolto fino a qualche anno fa, in quel centro), dalle quali è risultato un ruolo attivo e specifico nella prevenzione/contrasto  delle più diffuse patologie cronico-degenerative (obesità, diabete e m. cardiovascolari).

Metodi di conservazione

I baccelli vengono raccolti abbastanza secchi e posti ad essiccare ancora “all’aria” (su graticci all’aperto se le condizioni meteo lo consentono, oppure all’interno di locali opportunamente aerati) . Raggiunto il grado di essiccazione ottimale per la conservazione, vengono “sgranati” (per battitura o direttamente a mano). La granella viene sottoposta ad un ulteriore essicazione (per ventilazione naturale), selezionata manualmente con l’ausilio di setacci circolari (cirnigghia)  e, quindi, riposta in contenitori (sacchi di tela o juta), in locali freschi ed asciutti, tali da  garantirne una idonea conservazione  per lunghi periodi). La quota di prodotto che viene raccolta precocemente (fine agosto/inizio settembre), come già indicato,  viene conservata sottovuoto (al fresco),  oppure riposta  in frigorifero, ad un temperatura tra +2/+5 °C. Il prodotto viene immesso sul mercato in sacchetti di tela o di juta, in formati  da 250 grammi fino a 2 chilogrammi;  di recente, viene commercializzato anche in sacchetti di materiale plastico-biodegradabile,  in formati da 250 e 500 grammi. Ovviamente, quello in sotto-vuoto, viene confezionato in adeguato materiale plastico.

 

CENNI STORICI – TRADIZIONI – CURIOSITA’

San Nicola da Crissa è un tipico centro collinare dell’entroterra vibonese , sulle pendici del Monte Cucco, che si sviluppa tra i 500 ed i 650 m slm. La sua storia antica viene collegata inevitabilmente a quella della leggendaria città fondata dai Greci, denominata Crissa, ma, presumibilmente, ebbe origine durante la “seconda colonizzazione” in seguito all’insediamento di una comunità ellenica proveniente da Locri-Epizephiri, intorno al VII secolo a.C.: perpetuando la propensione  di questo popolo ad occupare progressivamente il territorio da una costa all’altra. La tradizione contadina locale  considera, questo fagiolo, un “oggetto prezioso”, da impegnare nei baratti con altri prodotti provenienti dai paesi viciniori;  inoltre, “dono” agli ospiti graditi ed alle personalità importanti. Tra il 2008 ed il 2009, la “suriaca russa-janca” è stata anche protagonista di due puntate del popolare programma televisivo di RAI 1 “La prova del cuoco”, dove i partecipanti  si  sono cimentati nella preparazione di alcuni piatti a base di questo legume, che ha dimostrato le sue qualità sia nella cucina ”povera” che in quella più “raffinata”.

Di seguito, alcuni piatti tipici locali nei quali vengono esaltate le caratteristiche della “russa-janca”: “Cavulu e suriaca” (cavolo e fagioli), “Fileja e suriaca russa-janca” (fileja= pasta, tipica del Vibonese, realizzata utilizzando un bastocino di vimini o ginestra essiccata, oppure un ferro da maglia), “Erve stranghijati” (Verdure selvatiche e/o Bieta con fagioli, aglio e pane raffermo, il tutto cotto in “pignata” – contenitore in terracotta -), “Frijuta cu pani e cirasuoli” (fagioli prima cotti nella “pignata” e poi ripassati/saltati in un tegame di coccio, insieme a pane raffermo e peperoncino piccante), “Allu piattu” (fagioli lessati con aglio ed origano, conditi con olio al piatto).

Conclusioni

Questa “varietà” di fagiolo, oggetto di studio negli anni scorsi da parte del personale del Centro Divulgazione Agricola nr. 15 ed inserita nel Progetto “Biodiversità” curato dall’Arsac, meriterebbe, oltre che essere tutelata, anche una concreta azione di promozione, finalizzata ad un ampliamento della superficie coltivata che permetterebbe una aumento dei quantitativi disponibili, in modo da soddisfare la domanda proveniente non solo dal mercato locale, in considerazione del gradimento riscontrato anche al di fuori dei confini regionali.

di Franco Penna*

*Arsac Centro Divulgazione Agricola n. 15 “Serre Vibonesi”  Sede Serra San Bruno

 

Bibliografia/ Sitografia

  1. Pirone, CalabriaOra, “La fagiola russa-janca alla Prova del Cuoco”, 01.10.2008
  2. Pirone, CalabriaOra, “ La fagiola russa-janca ritorna sugli schermi Rai”, 27.09.2009
  3. Pirone, CalabriaOra, “Una vibonese alla Prova del Cuoco”, 09.11.2009

www. sscrocifisso.vv.it

www.tropeamagazione.it

www.sarapapa.eu

 

L’Arsac nell’ambito del programma di lavoro sulla salvaguardia della biodiversità vegetale e animale di interesse agrario condotto dall’Azienda ha avviato, anche per questa varietà di fagiolo, una serie di attività riguardanti l’individuazione, la raccolta, la moltiplicazione, la conservazione, la raccolta documentale e la valorizzazione del prodotto nel territorio di origine. Quest’attività di recupero che l’Ente svolge da anni, è rafforzata dal provvedimento legislativo, la legge regionale n. 14 del 2018, di cui si è dotata la Regione Calabria per salvaguardare e tutelare tutta la Biodiversità agraria regionale.

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L’Arsac nel “Comitato promotore” del Distretto biologico del Parco delle Serre

Grande soddisfazione per la costituzione del “Comitato promotore” del Distretto biologico del Parco Regionale delle Serre, punto di partenza di un ambizioso progetto territoriale nato con l’obiettivo di favorire crescita del territorio, attraverso il rafforzamento del turismo gastronomico, naturalistico ed esperienziale.

L’iniziativa nasce dall’Ente parco, che ha proposto l’unione di importanti istituzioni quali l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Gal Serre Calabresi, il Gal Terre Vibonesi, il Gal Terre Locridee, l’Arsac con il supporto del Crea: sette istituzioni le quali condividono un percorso di crescita che sposa la strategia dello sviluppo sostenibile.

La presentazione e la sottoscrizione dell’atto di costituzione del Comitato promotore si è tenuta presso la sede del Parco.  Ad aprire i lavori, il padrone di casa Giovanni Aramini, commissario del Parco delle Serre. «L’idea che oggi lanciamo – ha annunciato – si basa su un modello produttivo rispettoso dell’ambiente, distretti bio basati sull’agricoltura biologica che porteranno alla crescita di sistemi produttivi in grado di cogliere le sfide emergenti dei mercati Europei. Relazioni forti tra aziende bio e le comunità locali, le mense, ed i consumatori, per arrivare a creare il menù della linea del biologico del territorio».

Vincenzo Carè, delegato del Crea, si è detto pronto ad offrire il supporto tecnico scientifico per la creazione del Distretto, attraverso l’avvio di attività di coordinamento e cooperazione, approccio agro-ecologico allo sviluppo locale per creare un modello di Bio Distretto che riesca a decollare.

L’Arsac, ha affermato il direttore generale Bruno Maiolo, “è a completa disposizione della compagine per le attività di Istituto di accompagnamento e assistenza nella coltivazione biologica».

Il presidente del Gal Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo: «Nella Giornata della Terra 2021 diamo il via ad un progetto di rilancio dei territori, un progetto di sinergia tra territori per la valorizzazione di obiettivi comuni». Mentre per il presidente Gal delle Serre, Marziale Battaglia, vede come obiettivo «garantire al visitatore eccellenze bio legate ai territori, sulle nostre tavole dovrà consumare prodotti bio di alta qualità, le eccellenze del distretto». Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee, si complimenta per il progetto, esempio di aggregazione di istituzioni in grado di apportare un importante ritorno economico sul territorio: «Il progetto di aggregazione che parte da Serra possa essere da esempio e sprone per tutti gli altri territori. È il tipico esempio di progettazione che rientra nelle competenze specifiche dei GAL».

Ha concluso i lavori il professore Zimbalatti, direttore del Dipartimento della Facoltà di Agraria dell’Università di Reggio Calabria, che riconosce al Parco regionale delle Serre e al commissario Aramini il ruolo di soggetto proponente di un progetto di aggregazione straordinario. «L’Università – ha detto – è a disposizione per mettere a sistema il bio in un territorio variegato, ricco di valori ambientali».

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BOLLETTINO agrometeorologico e fitosanitario – agrumi olivo e vite valido fino al 27.04.2021

L’Arsac, su mandato della Regione Calabria, elabora in via sperimentale il Bollettino agrometeorologico e di difesa fitosanitaria contenente informazioni sulla situazione meteorologica e fenologica di vite, olivo e agrumi, riguardanti tutto il territorio regionale suddiviso in 8 aree considerate climaticamente omogenee: Zona 1- Cosenza Tirrenica, Zona 2- Cosenza Ionica, Zona 3- Piana di Lamezia, Zona 4- Catanzarese, Zona 5- Crotonese, Zona 6- Ionio Reggino-Reggio, Zona 7- Tirreno Reggino, Zona 8 – Locride 

Il bollettino contiene inoltre consigli utili sulle pratiche colturali e di difesa fitosanitaria da adottare in relazione al grado di evoluzione delle malattie, in ottemperanza da quanto previsto da Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Direttiva 2009/128/CE, recepita con il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150)

BOLLETTINO n. 5 del 21/04/2021 valido fino al 27/04/2021

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ON LINE il servizio di consulenza ed assistenza tecnica per la difesa fitosanitaria e la concimazione:  l’Arsac ha attivato, in via sperimentale, il servizio di consulenza ed assistenza tecnica on line per la difesa fitosanitaria e la concimazione di olivo, vite, agrumi ed ortive. Per richiedere la consulenza gratuita clicca qui

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Principi di potatura semplificata dell’olivo: online il video corso realizzato dall’Arsac

L’Arsac ha realizzato un video corso, articolato in 16 brevi video divulgativi, sulle nozioni di base della potatura semplificata dell’olivo.

La potatura dell’olivo rappresenta una pratica agronomica fondamentale per incrementare la produzione e la redditività della coltura. Tuttavia, una potatura non effettuata in modo corretto, oltre ad essere un “costo” inutile può causare danni permanenti alle piante e una conseguente riduzione delle produzioni. La finalità del video corso, prettamente divulgativo, è quella appunto di fornire le nozioni di base della potatura semplificata (principi di fisiologia, criteri generali di potatura….), utili per coloro che vogliono “avvicinarsi” al mondo della potatura dell’olivo

Tutti i video sono tratti dal ciclo di corsi online organizzati dall’Arsac sui “Principi di potatura semplificata dell’olivo”

Per visualizzare i video clicca sul titolo

  1. Definizione di potatura
  2. Anatomia, fotosintesi ed efficienza delle forme di allevamento
  3. Quando non si pota ………
  4. Equilibrio tra chioma e radici
  5. Rami fruttiferi e ciclo di fruttificazione
  6. Importanza delle cime
  7. Potatura e dicotomia
  8. Scelta delle piantine, potatura di allevamento
  9. Ciclo vitale e decalogo del potatore
  10. Potatura e forme di allevamento nella gestione dell’oliveto
  11. Introduzione alle tipologie di potatura dell’olivo
  12. Conformazione della chioma
  13. Impalcatura delle branche primarie
  14. Numero e distribuzione delle branche secondarie
  15. Equilibrio vegeto-produttivo
  16. Il taglio, gli attrezzi e la gestione dei residui di potatura

 

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La De.Co. per la Cipolla Bianca di Castrovillari rafforzerebbe il ruolo identitario del territorio Sibaritide-Pollino

di Luigi Gallo(*)

(*) Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC) – Ce.D.A. n.2 Castrovillari (CS)

 

I piccoli produttori hanno evitato l’estinzione della Cipolla Bianca di Castrovillari perché coltivandola, nel tempo, ne hanno conservato il seme e, grazie a loro, ancora oggi, si coltiva su piccoli appezzamenti di terreno nel Comune di Castrovillari. Attualmente, i piccoli produttori di questo ecotipo di Cipolla, oltre a svolgere il ruolo di “agricoltori custodi” della biodiversità ai sensi della L. 194/15, praticano la coltivazioni con tecniche a basso impatto ambientale senza uso di prodotti chimici di sintesi, ottenendo un prodotto di alto pregio che ha già un mercato di nicchia che non avrebbe ostacoli all’espansione. La Cipolla Bianca di Castrovillari, come abbiamo spesso riferito, è un ecotipo locale della specie Allium cepa L., famiglia Liliacaee che, fino agli anni “70 del secolo scorso, veniva prodotta in grandi quantità e soddisfava anche la domanda dei comuni vicini a Castrovillari sia in Provincia di Cosenza (Frascineto, Cassano all’Ionio, Terranova da Sibari, Spezzano Albanese, Villapiana, Cerchiara, Francavilla Marittima, Morano Calabro, Mormanno, ecc.) che in Provincia di Potenza (Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, ecc.). Per Castrovillari, la cipolla bianca oltre a rappresentare un’importante fonte di reddito entrava negli usi e nelle tradizioni della zona, tanto che la Fiera di Terranova da Sibari, che ancora oggi si svolge il 13 giugno (il giorno di San Antonio), era  identificata anche come “la fiera delle cipolle di Castrovillari”. All’epoca, era praticato anche un baratto tra i produttori di Cipolla bianca di Castrovillari e i pastori di Terranova di Pollino. Questi ultimi trasportavano con gli asini il formaggio che scambiavano con le cipolle. Lo scambio avveniva a metà strada sulle montagne al confine tra la Calabria e la Basilicata in zone che oggi coincide con il cuore del Parco Nazionale del Pollino.

Cipolla bianca insieme ad altre colture nel tipico orto Castrovillarese

L’area di coltivazione della cipolla bianca comprendeva alcune decine di ettari che ricadevano in agro del comune di Castrovillari estendendosi, oltre che nelle contrade vicino al centro abitato (contrada jardini, ecc.), lungo la valle del fiume Coscile (affluente del fiume crati) fino alla pianura di Sibari in una zona attualmente intressata da una frutticoltura altamente specializzata. 

Situazione attuale e tradizione

La coltivazione della cipolla bianca,  attualmente, è circoscritta principalmente in località Giardini (Jardini) in agro del Comune di Castrovillari. Questa contrada è caratterizzata dalla presenza di alcune sorgenti naturali di acqua che ancora oggi viene utilizzata per l’irrigazione delle colture orticole della zona. Il metodo irriguo utilizzato è ancora quello tradizionale a scorrimento con il trasporto dell’acqua in canalette di cemento. Sono circa venti i produttori che continuano a coltivare questo ecotipo di cipolla su piccolissimi appezzamenti di terreno per un totale di poco più di un ettaro. Il seme della cipolla si raccoglie, come da tradizione, il 16 luglio, il giorno della Madonna del Carmelo.

Essicazione al sole delle infiorescenze – Seme Cipolla bianca di Castrovillari

Il semenzaio (pruvinu), sempre nel rispetto della tradizione, si prepara entro il 5 di agosto, rigorosamente in fase di luna calante per avere le piantine pronte per il trapianto ai primi di novembre. La raccolta delle prime cipolle per il consumo fresco inizia a fine febbraio e continua fino a inizio giugno mentre le cipolle mature a fine ciclo, a seconda dell’andamento climatico, si raccolgono a fine giugno-inizio luglio.

La qualità

Considerato che è assolutamente necessaria una selezione del materiale della popolazione di Cipolla bianca di Castrovillari onde costituire una sorta di linea dalla quale propagare in futuro le cipolle più aderenti alla tipologia originale, l’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), in collaborazione con il CREA-Centro di Ricerca per l’Orticoltura di Pontecagnano (SA), ha predisposto un progetto in tal senso. Nel frattempo, campioni di bulbi di Cipolla bianca di Castrovillari provenienti da cinque aziende produttrici dell’area di coltivazione sono stati analizzati per verificarne il grado di pungenza. Questo carattere acquista una notevole importanza sia in considerazione delle mutate abitudini alimentari che portano a preferire un prodotto dolce e poco pungente che alla individuazione di un indice per la tracciabilità del prodotto a protezione di eventuali marchi di qualità. Le analisi effettuate su cinque campioni rappresentativi hanno mostrato livelli di pungenza molto variabili con valori di acido piruvico (sostanza indicatore della pungenza) oscillanti tra 2,5 e 10,5 µmol (micromoli) per grammo di peso fresco. Questa notevole variabilità oltre che dalla composizione chimica del terreno e dal clima, è influenzata  dal genotipo e dai criteri di selezione utilizzati dai singoli produttori nella scelta dei bulbi portaseme. La presenza di genotipi con livelli di pungenza molto bassi (2,5 µmol di acido piruvico/g di peso fresco) assimilabili a quelli della più famosa Cipolla Rossa di Tropea lasciano intravedere la concreta possibità di costituire, attraverso la selezione conservativa, una popolazione di Cipolla bianca di Castrovillari migliorata per uniformità ed aspetti qualitativi dei bulbi.

Aspetti economici

I precedenti progetti di valorizzazione realizzati dall’ARSAC per questo ecotipo di cipolla, come per altri prodotti tipici, hanno determinato l’aumento del numero dei consumatori sia tra i residenti nel comune di Castrovillari che tra i non residenti. All’aumento della domanda di questo prodotto è corrisposto un aumento del prezzo che ha stimolato la produzione. Infatti, da un’analisi economica della coltivazione della Cipolla bianca di Castrovillari è emerso che potenzialmente su un ettaro è possibile ottenenre una produzione di circa  300 quintali, che, ad un prezzo medio di vendita pari a circa 50,00 Euro al quintale, fornirebbe una  Produzione Lorda Vendibile (PLV) di circa 15.000,00 Euro. Considerato che i costi espliciti sostenuti per un ciclo produttivo sono pari a circa il 30% della PLV, pari a  circa 4.500,00 Euro, si calcola un probabile reddito pari a circa 10.500,00 Euro per ettaro. Va considerato che questa produzione ha un rischio d’impresa molto ridotto in quanto non richiede grandi investimenti ma solo le spese per le anticipazioni colturali e che la vendita del prodotto fresco avviene direttamente dal produttore al consumatore mentre i grossi bulbi raccolti a fine ciclo solitamente vengono ritirati in grande quantità e venduti al dettaglio da intermediari.

Cipolla bianca di castrovillari

Coltura di Cipolla bianca di Castrovillari – Cipolla bianca allo stato fresco – Cipolle a fine ciclo pronte per il mercato

Le tecniche di coltivazione e di gestione della cipolla, sono semplici e facilmente acquisibili dai giovani anche con brevi corsi di formazione come è stato già sperimentato. Considerate le condizioni ambienali, la produzione di ortaggi, e quindi di cipollle, permette di concentrare il lavoro in un periodo limitato nell’anno, risultando più allettante per i giovani che potrebbero integrare con redditi derivanti da altre attività. Per queste ragioni i giovani imprenditori agricoli, come già sta avvenendo, possono svolgere un ruolo determinante nel rilancio della Cipolla bianca di Castrovillari determinando, nel contempo, un ricambio generazionale nel settore agricolo.

La necessità di un marchio De.Co. e i vantaggi economici per il territorio

Alla luce delle caratteristiche qualitative e degli aspetti economici, è evidente che il riconoscimento della Denominazione Comunale (De.Co) da parte del Comune di Casttrovillari, per questo ecotipo locale di Cipolla, rafforzerebbe il ruolo identitario di questo eccellente prodotto non solo per Castrovillari ma per l’intero territorio che comprende la Sibaritide e il Pollino. Ciò faciliterebbe la  creazione di altre opportunità di lavoro extragricolo che scaturiscono anche dallo sviluppo di un turismo gastronomico e di prossimità facilmente coniugabile con altre forme di turismo come quello naturalistico, culturale, ecc.. Considerato il forte legame con queste forme di turismo, la Cipolla bianca di Castrovillari può contribuire alla maggiore conoscenza del patrimonio naturale, culturale, paesagistico e archeologico del Pollino e della Sibarite, rafforzandone gli indissolubili legami fra le diverse componenti.

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Limone: Bollettino Difesa Fitosanitaria n. 7/2021, consigli su pratiche colturali e difesa fitosanitaria (Mal secco, Cocciniglia, Ragnetto rosso, Allupatura)

Pubblicato il Bollettino di Difesa Fitosanitaria del Limone contenente consigli sulle pratiche colturali e sulla difesa fitosanitaria da adottare. Validità: dal 16 al 30 Aprile 2021

Clicca per scaricare il bollettino ARSAC di difesa fitosanitaria del limone n. 7/2021

Raccolta bollettini Arsac

Per informazioni e problemi di natura tecnica, rivolgersi ai tecnici ARSAC  presso il Centro di Divulgazione Agricola n° 3 “Alto Ionio Cosentino” – Via Nazionale S.S. n° 106  Sibari (CS)

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ON LINE il servizio di consulenza ed assistenza tecnica per la difesa fitosanitaria e la concimazione: l’Arsac ha attivato, in via sperimentale, il servizio di consulenza ed assistenza tecnica on line per la difesa fitosanitaria e la concimazione di olivo, vite, agrumi ed ortive. Per richiedere la consulenza gratuita clicca qui

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