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Si è concluso, con successo, a San Pietro Lametino (CZ), l’evento denominato “Tira ca Veni”, che si è svolto dal 26 al 28 settembre c.a., organizzato dall’ARSAC – Centro Sperimentale e Dimostrativo di Lamezia, in collaborazione con la Regione Calabria e con altri enti e Associazioni tra cui : la  Provincia di Catanzaro, il Comune di Lamezia Terme, il Gal Reventino,  l’Associazione Regionale Allevatori, il Coordinamento Tessitori della Calabria, l’Ecomuseo Luogo della Memoria, il Lanifico Leo.

Una Mostra ed un seminario che hanno visto la partecipazione di esperti del settore per dimostrare che è possibile utilizzare la lana prodotta in Calabria da pecore Sarde e Comisane. La mostra, allestita presso il Museo della Memoria del Comune di Lamezia Terme, è stata visitata da intere scolaresche, di ogni ordine e grado e da cittadini provenienti da tutto il comprensorio.

Centoventi opere realizzate con la lana locale calabrese sono stare esposte, per tre giorni e ammirate per la loro bellezza, presso il museo della memoria in Cors

o Vittorio Emanuele (vicino alla Chiesa Matrice) a Sambiase.

Centinaia gli artisti presenti, provenienti da tutta Italia, che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa.

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È stato interessante osservare, insieme alla creatività, con la quale gli artisti hanno realizzato i loro manufatti,  gli spunti e le possibilità racchiuse nei prodotti stessi; in particolare i tappeti, gli arazzi, le borse alla realizzazione dei quali la nostra lana ben si presta soprattutto per l’ottima resistenza a qualsiasi tipo di lavorazione: dal Kilim alla lavorazione industriale.

Venerdì  26, alle ore 18,00, presso il Centro Sperimentale e Dimostrativo di Lamezia Terme si è svolto il seminario rivolto a tecnici e operatori del settore dal titolo:  “La lana locale da rifiuto a Risorsa”.

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Uno dei relatori si è soffermato sulla natura della fibra affermando, tra l’interesse generale dei partecipanti che: “la lana è una fibra naturale, rinnovabile,  e sostenibile.  La lana è ignifuga. La lana è traspirante, controlla l’umidità del corpo e dell’ambiente, ed è fonoassorbente. La lana prote

gge la saluta dell’uomo”.

“È necessario – ha continuato il relatore- che si affermi la pratica del riuso della lana locale con la creazione di una filiera sul territorio”. I vantaggi sarebbero tantissimi sia per  la salute dell’animale  (tosata con cura) che  per l’allevatore, che solo così potrà avere la garanzia del ritiro del prodotto grezzo, anno dopo anno , nel pieno rispetto della direttiva  CE142/2011.

Facendo così la lana  non sarà mai più nè abbandonata nei campi nè smaltita negli inceneritori ma diventerà un prodotto idoneo per il mercato globale, con una certificazione di qualità apprezzata dal consumatore che riceve un prodotto  tracciabile e garantito al 100% di lana prodotta in Italia.

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Al termine del seminario, l’ARSAC si è impegnata ad istituire un Centro di Raccolta e Valorizzazione della lana locale con i seguenti compiti:

  1. La gestione logistica e burocratica della lana dalla pecora in pieno rispet

    to delle direttive UE in vigore.

  2.  Distribuzione  annuale dei sacchi da riempire.
  3.  La selezione, con pagella individuale allevatore per allevatore,  e imballaggio pressato  della lana conferita.
  4.  Il pagamento agli allevatori, dopo la vendita, tolto il costo di gestione.
  5.  Creazione e gestione a distanza  vari centri regionali/depositi regionali  e formazione personale.

  6.  Gestione  Certifica

    zione tecniche e controllo qualità.

  7. 7.      Vendita della lana tramite aste, comunicazione verso gli allevatori  e il commercio internazionale  e  promozione lana autoctone  “Made in Italy”.

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Dopo una ricognizione dei risultati della ricerca ottenuti in varie regioni d’Italia possiamo affermare che i dati della regione Toscana, che riguardano il

miglioramento della fibra ottenuta da lana di pecore Sarde e Comisane, fanno ben sperare.

Per quanto invece riguarda la morbidezza e  l’effetto pungente,  si è arrivati all’eliminazione di quest’ultimo e si è ottenuta una morbidezza tale per cui è stato possibile realizzare anche capi di abbigliamento.

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Dott.ssa Luigia Iuliano

(Direttrice CSD ARSAC Lamezia)

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