“La fragolicoltura negli ambienti meridionali italiani mantiene un’importanza strategica nel panorama nazionale per l’estensione delle superfici coltivate e per le numerose azioni intraprese tendenti a migliorare gli standard qualitativi e il legame con le tipicità territoriali. Rinnovate attività di miglioramento genetico puntano all’introduzione di genotipi rustici e sempre più adatti alle richieste dei mercati.”

 Calabria

“In Calabria la produzione di fragole è concentrata nella Piana di Lamezia Terme (CZ), un areale dove le condizioni climatiche e pedologiche sono particolarmente favorevoli alla specie. Superfici limitate sono presenti anche sulla fascia ionica catanzarese e reggina, nell’alto Ionio Cosentino e sull’Altopiano della Sila. Quasi tutta la produzione viene realizzata in coltura protetta, sotto tunnel multipli di grandi dimensioni. Negli ultimi anni hanno iniziato a svilupparsi sistemi di coltura “fuori suolo”. Si adottano piante fresche a “radice nuda” di provenienza spagnola e polacca e in misura minore piante frigoconservate. L’epoca di trapianto va da metà-fine settembre (piante frigo) alla seconda metà di ottobre (piante fresche). La raccolta inizia nei mesi di dicembre-gennaio. Il frutto destinato al consumo fresco si raccoglie fino alla fine di maggio e il ciclo colturale si conclude in giugno con il conferimento del prodotto residuo all’industria. L’importanza a livello nazionale della fragolicoltura calabrese è essenzialmente dovuta alla precocità delle produzioni che, dopo quelle siciliane, sono tra le prime ad arrivare sui mercati (gennaio) e all’elevata qualità dei frutti conseguibile in virtù delle favorevoli condizioni pedo-climatiche della principale area produttiva……………”

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